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sabato 13 novembre 2010

lunedì 1 novembre 2010

NOVEMBRE di Giovanni Pascoli


Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...
Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.
Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. E' l'estate
fredda, dei morti.

Giovanni Pascoli

lunedì 25 ottobre 2010

LA LEGGENDA DELLE CASTAGNE






CASTAGNE TRE A TRE
Gli abitanti di un piccolo paese sopra il lago erano così poveri che l'unico cibo di cui si potevano nutrire con abbondanza erano le castagne. Intorno al paese infatti c'erano numerosi boschi dove tutti potevano liberamente raccoglierle. Nella loro vita ne avevano mangiate così tante che ormai non riuscivano più a inghiottirle senza provare una sensazione di disgusto: il loro sapore era diventato proprio cattivo. Pregarono allora il parroco di benedire tutti i castagni in modo che i frutti tornassero a essere buoni come una voltae venissero apprezzati da tutti. Il pover'uomo non volle deluderli e si mise a girare per i boschi, seguito da grandie piccini. Ogni volta che s'imbatteva in una pianta, si fermava, la osservava a lungo e pronunciava questa formula magica:

"Castigna, castigna!
Castigna fia la ligna,
castigna fia la fè,
castigna in buca a tre a tre!"

Girò così senza fermarsi per tre giorni e per tre notti fino a quando non ebbe finito e a quelli che lo seguivano venne una fame tale che cominciarono a mangiare le castagne a tre a tre, apprezzandone tutto il sapore.

martedì 21 settembre 2010

LE FOGLIE MORTE di Nazim Hikmet


Veder cadere le foglie mi lacera dentro

soprattutto le foglie dei viali

soprattutto se sono ippocastani

soprattutto se passano dei bimbi

soprattutto se il cielo è sereno

soprattutto se ho avuto, quel giorno, una buona notizia

soprattutto se il cuore, quel giorno, non mi fa male

soprattutto se credo, quel giorno, che quella che amo mi ami

soprattutto se quel giorno mi sento d'accordo con gli uomini e con me stesso

veder cadere le foglie mi lacera dentro

soprattutto le foglie dei viali

dei viali d'ippocastani.


Nazim Hikmet

sabato 18 settembre 2010

AUTUNNO di VINCENZO CARDARELLI


Autunno. Già lo sentimmo venire
nel vento d'agosto,
nelle pioggie di settembre
torrenziali e piangenti
e un brivido percorse la terra
che ora, nuda e triste,
accoglie un sole smarrito.
Ora che passa e declina,
in quest'autunno che incede
con lentezza indicibile,
il miglior tempo della nostra vita
e lungamente ci dice addio.